IL SANGUE BLU O IL SANGUE REALE=SANGUE ALIENO

Gli Alieni Fra Noi

CAPITOLO 19
IL SANGUE BLU O IL SANGUE REALE=SANGUE ALIENO

Una cosa molto curiosa nella scrittura e nel mondo antico è la linea pura di sangue che si deve mantenere tra i membri scelti da Dio per servirlo o tra i membri delle caste che dovevano condurre i mondo. Queste persone devono mantenere la linea di sangue puro solo per i discendenti che diventano i loro successori. Per mantenere la purezza si dovevano sposare solo con i parenti stretti cioè quelli di primo grado. I matrimoni potevano essere innumerevoli, ma il discendente puro era quello che risultava dal primo matrimonio legale tra lui e la moglie la quale, di solito, era la sua sorellastra, figlia di uno dei suoi genitori.

Cerchiamo prima di studiare la linea di sangue di cui la bibbia racconta che la dovevano avere i patriarchi biblici. Iniziamo con Abramo, che prese la residenza come straniero a…

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ESISTEVA NELL’ ANTICHITA’ UN POPOLO MONOTEISTA?

Gli Alieni Fra Noi

CAPITOLO 18
ESISTEVA NELL’ ANTICHITA’ UN POPOLO MONOTEISTA?

Chi sono veramente gli ebrei? Da dove provengono? Erano veramente un popolo che seguiva un solo Dio? Da nessuna scrittura o testimonianza antica non mi risulta che qualche popolo della terra avesse un culto monoteista in quel tempo. Nel mondo antico tutti i popoli adoravano centinaia di dèi; ogni uno di loro avendo un ruolo importante nella società degli umani. Per loro si costruivano tempi dove gli uomini chiedevano consigli, e per essere sicuri che gli dei gli sono favorevoli nelle loro imprese. Errano gli dèi che decidevano la sorte del uomo, errano loro che consigliavano o aiutavano gli uomini, ed erano sempre loro che distruggevano quelli che non volevano obbedire.
Leggendo la Bibbia decine di volte, spontaneamente mi sono fatta una domanda insolita. Come mai un popolo che aveva un Dio che faceva dei meravigliosi prodigi, era misericordioso, giusto, buono, le…

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LUCI DI CAPODANNO A MATERA

 

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Festa o Paravento a Matera sul palco  restano soli Amadeus e Rocco Papaleo,Claudio Lippi si defila , a quanto pare sia stata una certa rigidità nell’aria di Lucania a metterlo a terra !

MATERA- Solo due i paladini di casa restanti Amadeus,  e Rocco Papaleo. E una grande protagonista: Matera, la Città dei Sassi, patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco, appena proclamata Capitale europea della cultura 2019. Parte così «L’anno 2016», festa di Capodanno di Rai1 (anche in HD sul Canale 501), che quest’anno per la prima volta saluta la fine del 2015 e l’inizio del 2016 dalla città lucana con una lunga diretta a base di musica e divertimento, da piazza Vittorio Veneto, , in quattro ore di diretta, a scandire il countdown si succedono Renzo Arbore con l’Orchestra italiana, Antonello Venditti, Francesco Renga, Paul Young, Malika Ayane, Marco Masini, Noemi, gli Urban Strangers. E poi ancora ospiti come Massimo Lopez, Bianca Guaccero, Alessandro Greco, Roberta Giarrusso, Silvia Salemi anche nell’insolita veste di inviata e tante giovani promesse  come Giada Agasucci, Vincenzo Capua, Ottavio De Stefano, Greta Manuzzi e Davide Mogavero. Il tutto, su quella scenografia unica al mondo dei Sassi e accompagnati dal vivo da un’orchestra di 30 elementi, tra successi del presente e del passato diretti dal Maestro Stefano Palatresi, con la regia di Maurizio Pagnussat.Uno spettacolo da favola messo in onda su Rai uno ove ad uscirne vincitrice è solo e soltanto la città di Matera ,unica solida eterea attrice che conquista tutti da sempre .

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 Sono tantissimi gli stranieri letteralmente folgorati da questa antica bellissima signora sorta dai bisogni essenziali dell’uomo ed ora eretta a baluardo della Lucanità da chi di Lucania non sà che l’odore dei soldi che copiosi questa terra attira e elargisce a piene mani su chi avido ne rastrella l’anima .

Un vecchio proverbio proprio di questa terra recita ” Quanno oh Riavolo accarezza,vole l’anima !” (quando il Diavolo accarezza ,vuole l’anima) niente di piu’ azzeccato nel descrivere la situazione attuale di questa bellissima e sfortunata terra , terra generosa,superbamente bella , raccolta e protetta tra i suoi alti monti che come paladini d’altri tempi ne proteggono le sue virtu’!

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 Ma anche i suoi tanti lati oscuri che sempre piu’ spesso emergono dai meandri di questa martoriata terra.

Onestamente oggi non è facile per un LUCANO orgoglioso sentirsi solidali ai tanti che festeggiano questo capodanno in terra lucana non è facile dimenticare le tante brutture che ammorbano e devastano oggigiorno questa terra , non è facile fare finta di niente , come tanti saltare sul carro dei vincitori e far finta di scordarsi per una notte tutto il male che da anni proprio i finanziatori di simili feste riversano sulla lucania ,devastando le nostre vite di Lucani in Patria .

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Ognuno di noi ,orfani di una Lucania Lontana conosce benissimo cosa si cela dietro tutti questi Lustrini di questa magica serata, ma ancora di più cosa si cerca di celare attraverso questi ghirigori mediatici ,in primis Matera 2019 e tutte le altre effusioni godereccie che da alcuni anni il Potere elargisce generoso a questa terra, mai prima si era neanco rasentato il doveroso nell’elogiare le allora sì molteplici virtu’ di una Terra ancora incontaminata e forte racchiusa nelle sue certezze per un futuro incentrato sul territorio sul turismo sulla vivibilità del suo ambiente salubro e sereno tali da rendere una semplice esistenza “Bella Vita”.

phoca_thumb_l_castelmezzano-dolomiti-lucane-con-la-neveRicordo gli anni 80 del 900 subito dopo il disastroso terremoto del 23/novembre/1980 , i Lucani diedero esempio per Fermezza,altruismo,costanza nel risollevarsi dun sol colpo da un secolo di isolamento e abbandono ,approfittando della pioggia di danaro caduta loro addosso in pochi anni costruirono una terra incantata,scavalcando con un sol balzo tutti gli ostacoli i problemi le incertezze antiche e costruimmo il sogno, una terra meravigliosa tutto contribuiva all’incanto aria pulita,acqua fresca e cristallina zero inquinamento e uno stile di vita privo di stress e ora era pure ricca e allo stesso tempo scevra dai quel male che da secoli attanagliava le altre regioni del sud ,quella criminalità organizzata da cui per pradosso protetta proprio da quell’isolamento in cui fu colpevolmente abbandonata. Tutti volevano vivere il sogno incantato, Pugliesi,Calabresi,Campani e tanti ancora cercarono e costruirono case in Lucania , ad attirarli era l’altissima qualità della vita che si godeva tra queste magnifiche valli ,Acqua,Aria,Cibo tutto invogliava a vivere il sogno Lucano , tutto girava per il verso giusto,le imprese Lucane crebbero e si moltiplicarono e così la fiducia crebbe ed  il futuro per una volta apparve sorridere anche in queste lande.

Eppure nonostante questo nessuno mai ci degno’ di tanto Onore ,nessuno mai parlo’ di Lucania addirittura per indicare il territorio di derivazione i lucani dicevano ,a sud di Napoli , sui Media Nazionali non si parlava mai di Lucania ,ricordo che sui canali mediaset non compariva neanche nel meteo  la città di Potenza figuriamoci poi Matera , relegata dalla stampa nazionale ad esempio di città paleolitica ,consigliata per una visita si e no di un paio d’ore in una gita scolastica o per un’occhiata di passaggio mentre si passava per visitare altri siti molto più publicizzati e famosi,quali.Le Grotte di Castellana o lo ZOO Safari di Fasano in Puglia e viceversa per Paestum in campania ,poi per quanto riguarda il resto della regione , buio completo !

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E allora DICIAMOCELO , PETROLIO è la parola chiave è a lui che è dovuto tutto questo can can mediatico ,che non è altri che l’ennesima  CAREZZA DEL DIAVOLO che ancora non pago imperterrito Brama la NOSTRA ANIMA o quanto meno le ultime anime ancora libere di questa Regione. Sì perchè in questa tanto villipesa e bisfrattata Regione c’è ancora gente che lotta e si oppone allo strapotere Politico Mafioso che come il peggiore dei Vampiri ,Logora,Corrode,Distrugge tutto quanto c’è di buono in questa terra , succiando ogni rigolo di Fede o di Speranza che ancora a stento sopravvive.

briganti_1862_from_bisacciaTerra di briganti è stata da sempre la Basilicata ,tra queste valli ancora epiche echeggiano le gesta eroiche della CRICCA DI CROCCO E NINCO NANCO che cercarono insieme ad altri loro compagni e patrioti il riscatto morale e civile attraverso la ribellione ad un’assalitore piu’ che  al proprio governo a cui non restava altro che  contrapporre le armi per sua bieca ,ostile e cieca politica , risultante piu’ di occupazione che di reale e leale comunione di intenti ed interessi tra Italiani del nord e italiani del Sud .Da subito fu evidente lo strappo che il nuovo regno adoperò verso le genti e gli interessi di quella prte di popolazione che stava a sud. Secondo Tommaso Pedio, la rapida trasformazione politica conseguita nel Mezzogiorno, suscitò ovunque risentimenti e malcontenti non solo da parte del popolo e della vecchia classe borbonica ma anche dei borghesi e dei liberali, i quali pretesero di mantenere privilegi e incarichi remunerativi dal neogoverno.Il fenomeno assunse, secondo alcuni studiosi, i connotati di una vera e propria guerra civile, che costrinse lo stato italiano ad impiegare circa 120.000 soldati per reprimere la ribellione nelle provincie meridionali.[41] Fu combattuta con ferocia da entrambe le parti e di cui fece le maggiori spese come sempre la popolazione civile: una triste situazione che si ripeté continuamente per tutta la durata della guerra civile era il saccheggio di un paese da parte delle bande di ribelli, seguito dall’intervento dell’esercito alla ricerca di collaborazionisti, che comportava sistematicamente un secondo saccheggio, la distruzione degli edifici che venivano dati alle fiamme, esecuzioni sommarie e spesso la dispersione dei sopravvissuti. Francesco Saverio Sipari, che fu tra i primi a considerare anche l’origine sociale del fenomeno, nel 1863 scrisse: «il brigantaggio non è che miseria, è miseria estrema, disperata»[3] e, anticipando anche analoghe osservazioni di Giustino Fortunato, riteneva che il brigantaggio potesse esaurirsi con la “rottura” dell’isolamento delle regioni meridionali, che era dato dall’assenza di una rete infrastrutturale adeguata, di strade e di ferrovie, e con l’affrancamento dai canoni del Tavoliere. Francesco Saverio Nitticonsiderava il brigantaggio (in particolare nel Meridione) un fenomeno complesso, che poteva assumere i connotati di banditismo comune, di reazione alla fame e alle ingiustizie o di rivolta di natura politica. Egli riteneva che il brigante, in gran parte dei casi, si rivelava un paladino del popolo e simbolo di rivoluzione proletaria:

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Ed allora mi chiedo cosa è veramente cambiato in questa terra da quel  lontano  1861,  il serio peggioramento delle condizioni economiche; l’incomprensione e indifferenza della nuova classe dirigente, per le necessità ed i bisogni della popolazione Lucana ; Assenza di Lavoro,di ammortizzatori sociali,di solidarietà ed equità sociale,totale assenza di giustizia per la parte debole della società Lucana. Il petrolio non ha fatto altro che enfatizzare le differenze che da sempre ledono e attentano alla serenità e alla qualità della vita nella società Italiana e in fattispecie di quella delle genti nate e costrette a vivere nel mezzogiorno d’Italia .

Il rischio che si sfoci in una nuova guerra di classe in questa Regione è altissima la classe dirigente è totalmente assente ,sorda ai bisogni della gente ,il divario sociale si va via via ingigantendo c’è chi puo’ tutto anche l’illecito e chi puo’ niente ,neanche i diritti basilari, quello che la classe dirigente di questa Regione e Oltre sta cercando di nascondere con queste fanfare strombazzanti è la reale situazione in cui la maggioranza dei Lucani è costretta a vivere , ILLEGALITA’ DIFFUSA ,CORRUZIONE,SANITA’ ALLO SBANDO, Basti citare il numero delle vittime di Tumore in Basilicata degli ultimi tre anni,farebbe rabbrividire chiunque a tale proposito in regione non esiste un Registro aggiornato Tumori anzi credo non sia mai esistito a tale proposito ci domandiamo ,Dove sono andati a finire i finanziamenti previsti per l’istituzione di un fondo per l’istituzione di un registro che monitorizzi l’escaletion tumori in Basilicata?

MI PIACEREBBE SAPERE QUANTI SOLDI PUBBLICI VENGONO LETTERALMENTE DILAPIDATI IN ATTIVITA’ LUDICHE COME QUELLA DI QUESTA SERA ED IN QUANTO TEMPO VENGONO DELIBERATI IN GIUNTA,VISTO CHE QUANDO SI TRATTA DI DENARO AVENTE FINE SOCIALE NON SI TROVA MAI L’ACCORDO TRA LE PARTI,

Premesso che i  Registri Tumori, previsti dall’ “Atto di Intesa tra Stato e Regioni per la definizione del Piano Sanitario Nazionale relativo al triennio 1994-1996” (G.U. n. 8, 12 gennaio 1994),  costituiscono una risorsa insostituibile per la ricerca clinica ed epidemiologica poiché è tramite queste organizzazioni che è possibile valutare sia le dimensioni di popolazione della malattia, sia promuovere ricerche volte a comprenderne le cause.

Il Ministero della Salute ha rinnovato l’impegno alla maggiore diffusione dei Registri Tumore con il Documento di Indirizzo per Ridurre il Carico delle Malattie del Cancro nel triennio 2011/2013. Ma nel nostro contesto regionale il Registro Tumori non riporta indicatori di Mortalità e di Prevalenza perché, ancora ad oggi, è operativo il vincolo riservatezza dei dati (Dlgs. 196/2003) che non gli permette di acquisire e trattare gli stessi dati sanitari.

E’ necessario rimuovere i vincoli e le carenze organizzative che tengono fermo il nostro Registro Tumori  per permettere che il patrimonio di informazioni portato dalla storia clinica del singolo individuo possa e debba essere utilizzato per la promozione della salute della collettività.

Ricordiamo che i Sindaci sono giuridicamente responsabili della salute dei propri Concittadini per cui è possibile promuovere l’Aggiornamento annuale del Registro Regionale dei tumori con la richiesta ai Sindaci del territorio regionale di check-up sullo stato di salute della popolazione comunale basato sui dati già presenti (ricoveri, mortalità, ecc.), anche per malattie non tumorali.

INOLTRE TENIAMO FORTEMENTE AD INFORMARE L’OPINIONE PUBBLICA CHE IN BASILICATA SI STA’ PERPETRANDO UN VERO E PROPRIO STERMINIO DI STATO OVE UN VERO E PROPRIO COMITATO DI AFFARI DALLE CARATTERISTICHE MASSONICO MAFIOSE COMPOSTO DA POLITICI;LOCALI E NAZIONALI, LOBBY DEL PETROLIO ,LOBBY DEI RIFIUTI , IMPRENDITORI CORROTTI;FUNZIONARI DELLO STATO ,GIORNALISTI ,MAGISTRATI,AVVOCATI,MEDICI,PRIMARI,AGENTI DEI SERVIZZI E A QUANTO PARE ATTORI CANTANTI,PRESENTATORI E OPERATORI DELLO SPETTACOLO ,TUTTI IMPEGNATI PER UN UNICA CAUSA.TRARRE INGENTISSIMO  VANTAGGIO ECONOMICO SULLO SFRUTTAMENTO E LA DEVASTAZIONE CONTROLLATA DEL TERRITORIO LUCANO. OGNUNO DI LORO A VARIO TITOLO OFFRE LA SUA PARTECIPAZIONE PER PROGETTARE;ESEGUIRE E CONTROLLARE OPERE SPESSO ILLEGITTIME ED ILLEGALI ATTE A CONSEGUIRE PROFITTO COMUNE E A DISCAPITO DELLA POPOLAZIONE E DEL TERRITORIO, INOLTRE TRA LORO CI SONO PERSONAGGI APPARENTEMENTE ESTRANEI ALL’ATTIVITA’ CRIMINOSA , MA CHE POI IN EFFETTI SONO ESSI PREPOSTI ALLA SALVAGUARDIA DI OGNI ATTIVITA’ CRIMINOSA,IMPDENDO;OCCULTANDO;DEVIANDO ED INFICIANDO LE PROVE CHE DI VOLTA IN VOLTA VENGONO ALLA RIBALTA.APPROFITTANDO DEL LORO RUOLO NELLE ISTITUZIONI E AL RIPARO DA CONTROLLI PROTETTI A LORO VOLTA DALLA SCALA DI POTERE STANNO LETTERALMENTE DEVASTANDO IL TERRITORIO LUCANO , DIVORANDO OGNI COSA , TRAMITE LE ESTRAZIONI PETROLIFERE INDISCRIMINATE E  LO STOCCAGGIO E L’OCCULTAMENTO DI MATERIALI DI RISULTA E SCARTO DI LAVORAZIONE TUTTO MATERIALE  TOSSICO NOCIVO ALTAMENTE RADIOATTIVO,PERICOLOSISSIMO PER LA SALUTE UMANA E ANIMALE QUANTO DELETERIA AL TERRITORIO STESSO , CONTRIBUENDO ALL’INQUINAMENDO DELLA VEGETAZIONE,DELL’ARIA E DELLE ACQUE DI UNA DELLE REGIONI PIU’ RICCHE DI FALDE ACQUIFERE TANTO DA ESSERE LA REGIONE DEL MERIDIONE D’ITALIA CHE FORNISCE ACQUA A TUTTE LE REGIONI CONFINANTI.pER CUI IL DISASTRO NON RESTA CIRCOSCRITTO AI CONFINI REGIONALI MA SI ESTENDE COME UN MORBO A TUTTE LE REGIONI DEL SUD ITALIAE A CIRCA 12 MLN DI ESSERI UMANI SENZA CONTARE POI LA PRODUZIONE AGRICOLA DI QUESTE REGIONI IRRIGATA DA QUESTA STESSA ACQUA PIENA DI VELENI CHE VERRANNO POI COMMERCIALIZZATE IN TUTTA EUROPA E OLTRE.

E’ LOGICO E ALTRE Sì FACILE PER LORO MUNIRSI DI LACCHE’ PREZZOLATI CHE SENZA GUARDARE AL DANNO SI PRESTANO AVIDI ALLA MASCHERATA DEL POTERE , MA E’ ANCHE LOGICO PER CHI COME NOI NE SOFFRE IL DANNO DELLA LORO PERFIDIA CHIEDERSI : MA CHE GENTE E’ QUESTA , CAPACE DI MENDACIO AI DANNI DEI LORO PADRI E DEI PROPRI FIGLI ,TACENDO E OCCULTANDO ATTRAVERSO LA LORO ARTE L’ASSASSINIO DELLA PROPRIA GENTE PER DANARO ? E ALLORA DOV’E’ LA DIFFERENZA TRA LORO E QUEL DIRETTORE O CASSIERE DI BANCA CHE HA TRUFFATO LA PROPRIA CONCITTADINA O IL PROPRIO GIARDINIERE ? NESSUNA!

 

MA ” DIO ” PER CHI TIFA VERAMENTE ?

downloadOGGI SEMPRE PIU’ PERSONE SI PONGONO QUESTA SEMPLICE QUANTO ESISTENZIALE DOMANDA :

ESISTE DIO ? MA SE ESISTE  UN ” DIO ” PER CHI TIFA VERAMENTE ?

Per il buono per chi segue i comandamenti così come lui ce li ha dati ,per colui che nonostante il mondo e tutti i suoi mali continua imperterrito in un percorso personale di fondamentale onestà e carità cristiana senza lasciarsi traviare da modelli di vita alternativi che non contemplano un’entita’ superiore all’uomo ma che fanno dell’uomo il DIO di se stesso.

Jesus gives the bread to a beggar.

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Un Uomo che rinuncia al proprio interesse per un’interesse unico superiore , come a dire se al mio fianco c’è chi soffre ,soffro io,se ad un mio solo compagno manca il pane , ho fame anch’io , fame di giustizia fame di uguaglianza fame di Amore ! Di quell’amore che il Mondo sembra averne smarrito il senso.

Oppure DIO ha un debole per i cattivi ragazzi ? Come si usava dire un tempo per le ragazzine che a quanto pareva preferivano i mascalzoni .

In un mondo votato all’Interesse ove non contano piu’ qualità indispensabili una volta a chè l’uomo fosse definito degno  e adatto a svolgere una qualsivoglia professione,quali : la preparazione la professionalità,l’educazione,l’Intelligenza e ancora prima l’ONORABILITA’!

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Una volta la rispettabilita’ di un uomo l’onorabilità di una donna facevano la differenza erano tutto , perchè ne descrivevano il carattere l’affidabilità,in un modo ove la soglia tra la vita e la morte di un’uomo era così evanescente  da sembrare nulla , ove la linea che disegnava lo scorrere della vita da una tragedia ,imponeva che certi ruoli andassero a chi ne possedesse capacità e dedizione ma piu’ di tutto era l’affidabilità a contare,una comunità non avrebbe mai affidato la propria esistenza e quella dei propri figli nelle mani di un’uomo senza onore e dignita’,non avrebbe mai messo la propria vita nelle mani di un Millantatore di quart’ordine .

25_APRILE_RESISTENZAFa strano oggi pensare che la nostra societa’ abbia scelto di seguire una logica suicida ove a giovarne sono in pochissimi , la logica del consumo se ci ha insegnato qualcosa ,ci porta a pensare che nel tempo saranno sempre di meno i beneficiati e sempre di piu’ i tartassati è la legge della consunzione , a questo mondo tutto si logora e si consuma fino ad  essere destinato a termine ma a noi questo non piace o meglio a qualcuno di noi questo non va proprio a genio , ma poi chi è questo qualcuno chi è quello che tira le fila ,chi c’e dietro a tutto il male che dilaga nel mondo soffocando e distruggendo ogni alito di vita ogni virgulto di speranza che eroico si eleva dalle ceneri ancora ardenti per poi posarsi esanime e avimages (5)vizzito prosciugato da ogni ogni singola stilla di vitalita’ da un mondo vanesio ed effimero che ha fatto dell’apparenza il suo karma.

Il male ha infettato il mondo e chi lo nega  è perchè ne è lui stesso infetto o  perchè lo esclude a priori  nel tentativo di non apparire antico legato a vecchi valori ormai per la massa fuori moda, ma come si fa a non accorgersi della deriva devastatrice di cui il mondo moderno si nutre è di cui è caduto preda  ? Come si fa a pensare che comprare una bottiglia d’aria canadese per un Cinese di Pechino sia una cosa “normale” o quantomeno Umana o figlia di questa terra ? Chi ha letto anche solo di sfuggita le SACRE SCRITTURE deve dare atto che il tutto anche per uno scettico convinto ha di che alquanto Stupefacente : Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo.Anche il meno ferrato in matematica capirebbe che il conteggio fa ventisette e che c’è un qualcosa che ci riporta chiaramente alla nascita dell’Unione europea e ai 27 stati che a vario titolo ne compongono il fulcro, nessuno ancora puo’ affermare che  la deduzione sia esatta ma seguendo gli avvenimenti che sovvertono e sconvolgono quotidianamente il mondo , Leggendo tra le righe ormai mal celate di un potere sempre piu’ arrogante come non leggerne i contenuti:

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Asaf disse nei salmi: “Ma, quant’è a me, quasi inciamparono i miei piedi; poco mancò che i miei passi non sdrucciolassero. Poichè io portavo invidia agli orgogliosi, vedendo la prosperità degli empi. Poichè per loro non vi sono dolori, il loro corpo è sano e pingue. Non sono travagliati come gli altri mortali, nè sono colpiti come gli altri uomini. Perciò la superbia li cinge a guisa di collana, la violenza li copre a guisa di vestito. Dal loro cuore insensibile esce l’iniquità; le immaginazioni del cuore loro traboccano. Sbeffeggiano e malvagiamente ragionano d’opprimere; parlano altezzosamente. Mettono la loro bocca nel cielo, e la loro lingua passeggia per la terra. Perciò il popolo si volge dalla loro parte, e beve copiosamente alla loro sorgente… Ecco, costoro sono empi: eppure, tranquilli sempre, essi accrescono i loro averi” (Sal. 73:2-10,12). Ora ditemi se tutto cio non è riscontrabbile  ai giorni nostri ,di personaggi  baciati dalla sorte dimentichi delle problematiche altrui esuli da ogni condizione umana ne è pieno il mondo come mai prima , Voltagabbana prezzolati dimentichi e ancora piu’ spesso ignari delle miserie umane  calpestano con le loro parole blasfeme la vita di miliardi di  loro fratelli senza provare alcun rimorso anzi superbamente godendo delle disgrazie altrui e altre sì addirittura provocandole preda di  un’accanimento degenere .

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Vedere stuoli di Empi ergere le proprie carriere su cimiteri sterminati di sogni orma perduti e di speranze rese vane dal loro arrogante tradimento ,su intere esistenze  ,  milioni  di loro simili nati a loro volta con eguale loro diritto a calpestare il sacro suolo del creato e ad assaporarne i frutti,cancellato dal loro scellerato abominio , in un concetto di se al di sopra di ogni altro , DEI  tra gli Uomini essi si pensano, tanto è il loro delirio :

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E’ duro rimanere puri in un mondo marcio e putrescente ove  la purezza è una discriminante in negativo,La sofferenza di Asaf lo portò sull’orlo di un peccato mortale: attribuire a Dio infedeltà e noncuranza. Quest’uomo disse a se stesso, “Guarda tutti quei malvagi peccatori. Non pregano. Rigettano la parola di Dio. Ignorano i comandi del Signore. Eppure non sono afflitti come gli altri!””…non sono tribolati come gli altri mortali” (Salmi 73:5).

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Diletti, che Dio ci dia la grazia di perseverare nel suo timore fino alla fine e di rimanere calmi e fiduciosi in Lui, senza portare la benchè minima invidia agli empi.

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L’ultima indagine della Procura di Potenza sul Centro Oli Val d’Agri vede ben 37 avvisi di garanzia in tutta Italia: nove dipendenti dell’Eni; quattro funzionari dell’Agenzia Regionale di Protezione dell’Ambiente (ARPA), tra cui due ex dirigenti; dipendenti regionali e della Provincia di Potenza, due rappresentanti della Tecnoparco Valbasento (la società incaricata della depurazione delle acque, appartenente per metà alla Regione Basilicata); diverse società attive nel settore ambientale ed una decina di imprenditori

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di Marialaura Garripoli

In una Regione qualunque. Oggi – parafrasando Pirandello. Il bello della tragicommedia è vedere la fusione del tragico e del comico; una fusione, per l’appunto, tra il pianto ed il riso. È notizia dello scorso mercoledì la dichiarazione della Cassazione (a febbraio la pronuncia della Consulta) sui sei quesiti referendari “anti trivelle”: questi ultimi, che riguardano autorizzazioni, intese e procedure per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, sarebbero “conformi alla legge”. I sei quesiti referendari, che riguardano l’abrogazione dell’articolo 35 del Decreto Sviluppo del governo Monti ed alcune parti dell’articolo 38 dello “Sblocca Italia” di Renzi, sono stati approvati – nei mesi scorsi – da ben dieci consigli regionali (rispetto ai cinque richiesti dall’articolo 138 della Costituzione: Abruzzo, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto, con la Basilicata “capofila”). Ma il bello della tragicommedia italica, poi, è assistere alle “guarattelle” del potere messe in atto sotto il naso dei cittadini. Dalle pagine de Il Mattino dello scorso 2 dicembre echeggia la nuova trovata (che tanto nuova non è) del Governo: pare che quest’ultimo – da una riflessione tra i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico – stia rivedendo un possibile intervento di modifica sullo “Sblocca Italia”. Anzi, per il Ministro dell’Ambiente Galletti tutto avviene secondo ottimali condizioni di sicurezza: “Noi andiamo verso le energie rinnovabili – ha dichiarato ai microfoni di Radio Anch’io su Radio1– e il Paese lo ha dimostrato negli anni. […] parliamo di piattaforme lontanissime dalle coste e con il decreto legislativo off shore abbiamo il livello di sicurezza più alto in Europa. Anche io vorrei vivere in un mondo senza petrolio – aggiunge – ma oggi ne abbiamo bisogno. Quindi trovo egoista che ci vada bene estrarlo nel mare lontano da noi, con molti più pericoli perché ci sono meno tutele, però non ci va bene se lo estraiamo lungo le nostre coste”. Certo, il discorso del Ministro potrebbe non fare una piega – come quello che Renzi fece in una scorsa intervista per Il Corriere della Sera, se solo non fossimo consapevoli di quanto sta avvenendo sulla sola terraferma lucana, “un contesto fatto di illegalità e di mancata assunzione di responsabilità” – come lo ha definito Maurizio Bolognetti, giornalista e segretario di Radicali Lucani.

 

Il territorio della Basilicata rappresenta il più grande giacimento petrolifero dell’Europa Continentale; oltre il 70% del territorio è interessato da permessi di ricerca e concessioni. “Solo il potenziale stimato del giacimento di idrocarburi della Val d’Agri, dove opera l’Eni, è di oltre 900 milioni di barili (in Val d’Agri si estrae l’80 per cento del petrolio italiano). Il valore complessivo dell’oro nero presente in Val d’Agri è di circa 20 miliardi di dollari”, scrive Bolognetti nel suo libro La peste italiana. Il caso Basilicata. Qui, per circa vent’anni, si sono susseguiti “eventi” (come Eni li definisce) che hanno visto più volte l’innalzamento della fiaccola di sicurezza e l’avvio dell’allarme del Piano di Emergenza interno all’azienda, mentre emergono inadeguatezze sull’informazione – per i cittadini della Valle – in merito alle norme comportamentali in caso di pericolo e sulla messa in esercizio del Piano di Emergenza esterno (essendo il Centro Oli Val d’Agri un impianto tenuto ad osservare le norme della Direttiva Seveso). Circa vent’anni di “effetti collaterali associati alle estrazioni petrolifere”, come scrive Bolognetti: inevitabili immissioni in atmosfera di acido solfidrico (o idrogeno solforato, H2S); pozzi di reiniezione per le acque di strato ricavate dall’estrazione di petrolio; inquinamento delle matrici ambientali; decadimento della qualità delle acque di dighe e invasi; rifiuti illegalmente smaltiti. Ed oggi, l’ultima indagine della Procura di Potenza sul Centro Oli Val d’Agri vede ben 37 avvisi di garanzia in tutta Italia: nove dipendenti dell’Eni; quattro funzionari dell’Agenzia Regionale di Protezione dell’Ambiente (ARPA), tra cui due ex dirigenti; dipendenti regionali e della Provincia di Potenza, due rappresentanti della Tecnoparco Valbasento (la società incaricata della depurazione delle acque, appartenente per metà alla Regione Basilicata); diverse società attive nel settore ambientale ed una decina di imprenditori. Senza dimenticare una delle caratteristiche dell’ambiente petrol-imprenditoriale e politico-gestionale della Basilicata: il controllato coincide spesso con il controllore e viceversa. Così, l’inchiesta condotta dai pm Basentini e Triassi parte dagli scarti di produzione, ai quali pare siano stati alterati i codici CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti), trascurando la pericolosità di quanto veniva trasportato ed il loro impatto sull’ambiente e la salute umana. E mentre in Val d’Agri si susseguono a ruota i pirotecnici “eventi” dell’ENI, l’Assessore regionale all’Ambiente, Aldo Berlinguer, firma a Parigi – nell’ambito della COP21 – un protocollo d’intesa “per contribuire a ridurre i rischi derivanti dall’impatto dei cambiamenti climatici”. “Guasti, ritardi, arresti. Le distanze erano considerevoli, i controlli assai lenti”: che il drammaturgo svizzero Dürrenmatt avesse già anticipato la realtà lucana?

PARLIAMOCI CHIARO

Val D’Agri : Tressette col morto – allo stesso tavolo : Politica , Imprenditoria , Mafia – e poi c’è il Popolo destinato a fare il MORTO –termovalorizzatore-Melfi-294x240 PETROLIO IN VAL D’AGRI ove  noi continuiamo ad accanirci contro la Politica le Amministrazioni contro Eni e altre Company ,contro lo Stato,Vediamo il sorgere quasi quotidiano di comitati di gente che protesta che soffre l’arroganza dei potenti , ma poi in effetti il popolo vero dov’è in tutto questo ,da che parte veramente stà ? E’ veramente il popolo che protesta o è solo manovrato da potenti leve ? E se di protesta si tratta, chi protesta lo fa per mera cultura ecologista perché è veramente preoccupato per il proprio futuro , per le sorti del proprio abitat e della gente che ci vive oppure perchè non ha ricevuto l’obolo anch’egli ?

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A questo punto è logico e doveroso porsi una tale domanda,pochi giorni fa l’ 01/12/2015 in val d’agri oltre 5000 persone hanno partecipato ad una manifestazione contro la chiusura di alcuni reparti dell’OSPEDALE DI VILLA D’AGRI a quanto mi ricordo non era mai successo che  in Alta Val D’Agri  la popolazione scendesse in piazza in simili proporzioni,neanche lo scottante problema Petrolio era mai riuscito a riunire tanta gente in un un’unico luogo eppure è li che  il cervello dei valligiani piu’ si arrovella eppure e sull’argomento petrolio e le sue complicanze che sfociano sempre i discorsi della gente comune e non solo , allora questo a mio avviso ci porta a due ipotesi; La prima che tutto sommato alla gente della valle non freghi niente dell’affare petrolio e che per loro la salute è molto piu’ importante del petrolio e si rubassero pure le pietre l’importante è stare bene. La seconda a mio avviso molto piu’ plausibile e che la manifestazione abbia avuto largo appoggio politico e che sia stata sponsorizzata proprio da quei Sindaci Enti e quant’altro oggi anche alla luce del recente Bliz dell’antimafia al Cova si trovano  sulla graticola. Per cui  sembrerebbe a questo punto facile supporre che i Lucani per muoversi hanno bisogno di essere tirati per capezza come gli Asini o i Pecoroni e che hanno bisogno di sentirsi in qualche modo autorizzati per manifestare e che non ci sia una volontà univoca e forte tutto sommato ,capace di far muovere il popolo autonomamente.

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A questo punto mi pare sia ora da parte di quei Giornalisti fondamentalmente “Onesti” quantomeno chiarire alcuni punti della vicenda , uno di questi  che non vi è piu’ alcun dubbio che l’affare petrolio sia un danno gravissimo perpetrato ai danni di un territorio fino ad allora ancora incontaminato e vergine in ogni suo aspetto e di conseguenza  anche le sue genti, secondo che non vi è piu’ alcun dubbio che  tutto questo sia favorito e portato avanti da un comitato di affari Politico Imprenditoriale che agisce oramai in modo assai spregiudicato  tanto da sconfinare spesso in attività criminali e senza testè incorrere in atti sanzionatori di legge,resta evidente a tutti che in Basilicata con l’Arrivo dell’industria Petrolifera ci sia al contempo anche l’arrivo di strani personaggi dagli affari  loschi che non si sono limitati al solo affare petrolio ma che una volta sul territorio e una volta tastato il polso dei rappresentanti piu’ illustri della regione , parliamo di Politici,Funzionari,Rappresentanti delle Istituzioni,dell’Imprenditoria locale ,Magistratura,Stampa , hanno subito capito che questa era la terra del BENGODI ove tutto era possibile fare e ovunque arrivare, vista l’effettiva inconsistenza della parte avversa chiamiamola così quella parte Istituzionale che invece doveva tutelare per legge Territorio ed Abitanti di questa Regione d’Italia fino ad allora scevra da ogni coinvolgimento in affari di tale portanza.

Featured Image -- 183Oggi molti si difendono tirando in ballo appunto l’inesperienza ,l’impreparazione in affari di tale portata da parte della Politica Regionale, io opterei  piu’ per una loro colpevole arroganza visto la totale loro ignoranza nel trattare affari di tale valore e portanza da parte dei piu’,dettata piu’ dalla loro avidita’ che da una loro effettiva presunzione di capacità.Certo in taluni casi potrebbe senz’altro essere esistita una tale ipotesi ma che non giustifica affatto cio’ che è successo dopo,infatti tu Politico tu Funzionario Pubblico tu Tecnico tu Magistrato  ti devi attenere alla legge alla costituzione all’informazione di genere a Periti di Parte ,il tutto a tutela di chi e di ciò che in quel momento si è chiamati a rappresentare . E oggi in effetti sono in tanti a sostenere che un’attenta e piu’ oculata visione d’insieme il tutto condido da una buona dose di prudenza sarebbe bastato a tutelare degnamente gli abitanti almeno in un primo momento almeno nella sigla degli accordi che da allora in avanti avrebbero regolamentato le competenze, le parti , i valori tra le parti e che certamente non avrebbero permesso ad ENI di dettare le condizioni e le procedure che gia da subito relegarono la Regione ad un ruolo di comprimario  ma mai paritario e quindi i cittadini lucani ad un  ruolo del tutto secondario rispetto alle priorità che Eni E soci HANNO SEMPRE INTESO COME PRIORITARIE e cioe’ il PROFITTO! Fatto fu che da quel tavolo non tutti si alzarono con l’handicap come invece avvenne per la REGIONE BASILICATA .

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Ma nonostante le ombre sembrano sempre piu’ dipanarsi apredo lo sguardo su uno scenario a dir poco edificante, nessuno ancora vuole dire apertamente cio che fu la vera chiave di svolta , la chiave che consentì ad ENI di aprire  i mille cancelli di Basilicata , il passepartout che mise tutti d’accordo in Regione ,sia la Destra che la Sinistra ma sopratutto quel centro assai potente all’epoca ,quel passaporto che ancora oggi viene ampiamente usato per derimere contenziosi ed alimentare nuovi interessi ; La CORRUZIONE, tanti molti per non dire tutti e qui ci metto pure lo stesso popolo Lucano avevano visto nell’affare Petrolio un modo per arricchire per emergere finalmente da quei mali atavici che da sempre devastano ed affossano l’emancipazione di questa regione.

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Certamente il popolo ha creduto in questa risorsa e molti ancora ostinatamente ci credono, lo testimoniano le file di domande per avere un posto di lavoro lo stestimoniano i molteplici padroncini che a vario titolano gravitano nell’orbita del COVA ognuno con i suoi protetti ognuno con i suoi protettori e ognuno di loro ad arricchirsi sui bisogni della povera gente Lucana , arricchendosi proprio su chi ha piu’ bisogno di credere su chi non ha altra speranza che credere che il Petrolio Lucano possa essere per se e la sua famiglia sinonimo di riscatto economico ma spesso è il riscatto sociale che essi cercano , la rivincita su anni di frustrazione e poverta’ ma piu’ di tutto è il riscatto su chi c’è la fatta su chi li ha mille volte delusi che essi vorrebbero , ed è proprio da questo che è venuto il disastro Lucano ognuno ha pensato anzi è stato indotto a pensare solo a se stesso,in quel gioco dove nessuno gioca meglio del politico di professione capace di mettere uno contro l’altro amico contro amico addirittura capace di mettere contro fratello contro fratello,inducendo ognuno ha pensare di sistemare il figlio la figlia il genero se stesso la propria azienda , così che mai nessuno pensasse di fare fronte comune verso questa nuova sfida che toccava ogni Lucano ,Solo uniti si poteva fronteggiare l’invasione,perchè di vera e propria invasione si è trattata ,con nuove regole,gerarchie,potentati che cadevano e altri che salivano la gente Lucana se ha una sola attenuante in tutto questo è di essersi fidata dei propri amministratori,mai pensando che sarebbero stati capaci o meglio incapaci fino a questo punto.Avevano messo in conto il prezzo della corruzione certo,è da secoli che le cose vanno così da queste parti , ma mai si sarebbero aspettati di essere trattati alla stregua di animali , svenduti umiliati nulla è stato loro risparmiato , tanta è stata la loro avidita’ .

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Al punto di Distruggere un’Intera Regione portandola al collasso Sociale ed Economico in meno do 20 anni ,sprecando la piu’ grande delle occasioni quale possedere sul proprio territorio il giacimento petrolifero piu’produttivo ed esteso dell’intera Europa ,e se tutto questo non bastasse non si sono fermati neanche di fronte alla stessa vita dei loro figli al loro futuro ,dicendo di si a tutto quello che veniva destinato a questa parte d’Italia da Ebeti burattini prezzolati riducendo una delle regioni d’italia meglio conservate dal punto di vista naturalistico in un’immondezzaio a cielo aperto ricettacolo dei peggiori veleni ,sono riusciti a portare la popolazione Lucana ad essere la popolazione piu’ esposta a malattie tumorali per l’esposizione ai veleni piu’ tossici in circolazione e tipici appunto delle aree adibite a Discariche Speciali e alle aree ove ricade una forte attivita’ Dell’Industria Petrolifera ed fossile Estrattiva quale appunto è la VALLE DELL’AGRI in BASILICATA .
La politica Lucana è stata arrogante e stupida presa dall’Avidita’ si è seduta allo stesso Tavolo con il Diavolo credendo di Poter quanto meno Giocare ad armi Pari senza neache sapere a che gioco giocare e sopratutto non avendo di che poter coprire il banco ed ora ecco questo è il risultato !

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OSTAGGI DEL MALE

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OSTAGGI DEL MALE !

Questo siamo diventati noi Lucani ostaggi di un potere malefico che attraversa brutale e violento come solo il male osa fare ogni cosa ogni angolo,anima o roccia di questa splendida Regione D’Italia che è la valle Dell’Agri Una valle scavata nei millenni dallo scorrere incessante delle acque che dai suoi alti monti dell’appennino Lucano scendono copiose da milioni e milioni di anni in questa splendida Valle Alluvionale una volta Lago Glaciale fino a riversarsi nel Golfo di Taranto ove trovarono fertile asilo i primi insediamenti greci in terra d’Italia e dove ebbe origine quella grande civiltà chiamata in seguito MAGNA GRECIA .
Ecco cosa era la VALLE DELL’AGRI terra bellissima e fertile circondata da alte ed imbiancate montagne che ne hanno fatto da sempre una delle terre piu’ ricca di acqua dell’Intera Penisola, tanto che dai suoi monti parte quella struttura vanto del genio idraulico Italiano di inizio 900 chiamato appunto Acquedotto Pugliese che acquieto’ finalmente l’atavica e secolare sete che da sempre avevano sofferto le genti di Puglia in Generale ma che poi l’opera fu estesa anche alla stessa Basilicata Materana per poi portare sollievo anche alla Campania e alla Calabria.
Terra Generosa è quella Lucana , da sempre pronta a donare tutta se stessa per i bisogni della nazione , Lo confermano le migliaia e migliaia di giovani vite lucane donate alla patria e ricordate in memore eterna dai tanti  monumenti ai caduti, Reliquiari di guerra che testimoniano il Sacrificio delle genti Lucane nel difendere ed onorare L’Italia nelle tante Guerre Patrie, Lo testimoniano ancora di piu’ Oggi le torri di acciaio che riempiono il territorio di questa valle,strutture costruite da stranieri per catturarne i venti che dal mare vigorosi risalgono l’appennino o i centinaia di pozzi costruiti per prelevare il sangue di questa terra,che sgorga abbondante dalle profondi viscere della Regione ,quel Petrolio sbandierato negli anni 80/90 come panacea per tutti i mali , risorsa,speranza,soluzione a tutti quei mali atavici che da sempre hanno condizionato in negativo la vita di noi genti Lucane .
IL PETROLIO COME SOLUZIONE PER I PROBLEMI DELLA BASILICATA,IL PETROLIO UNICA E SOLA RISORSA CAPACE DI RIALZARE E REALIZZARE LE SORTI DI UNA REGIONE DA SEMPRE POVERA DA SEMPRE A TORTO RITENUTA PALLA AL PIEDE DI UN SUD MALATO E MAI VERAMENTE SANATO . Speranze vane ,speranze e solo speranze che poi col tempo si sono rivelate come un ulteriore peso,un’ennesima battaglia da combattere per quel popolo mai domo e altresì mai felice.Invece del Progresso agognato, il Petrolio  ha portato la Mafia ,fin’ora sconosciuta da queste parti, ed ora compagna di vita con cui confrontarsi giorno per giorno.Prometteva Ricchezza per tutti ed invece ha portato alle genti Lucane solo morte e dolore ,riducendo una delle valli piu’ verdi ed incontaminate d’ITALIA ,tanto da meritare tra i suoi confini la costituzione addirittura di un Parco Nazionale, in un ricettacolo di Veleni ove i pericolosi marasmi ormai totalmente fuori controllo , mietono vittime quotidiane facendo si che la VALLE DELL’AGRI i cui pregi paesagistici le sane condizioni ambientali e tutte le sue innumerevoli peculiarità floro/faunistiche che contraddistinsero l’area non piu’ di trent’anni or sono ,consentendo che fosse istituito niente meno che un omonimo Parco Nazionale che ne salvaguardasse e ne valorizzasse appunto le peculiarità ritenute allora a dir poco uniche , eccellenti esempi da tramandare ai posteri.
INVECE.. OGGI A DISTANZA DI POCO PIU’ DI VENT’ANNI DALL’ISTALLAZIONE NELL’AREA DI UN CENTRO PER L’ESTRAZIONE DI IDROCARBURI ,TRASFORMANDO L’AREA FIORE ALL’OCCHIELLO PER TUTTO IL SUD ITALIA IN QUANTO A PAESAGGI INCONTAMINATI,SALUBRITA’ DELL’ARIA E DELLE ACQUE TALI DA CONSENTIRE LA CREAZIONE ADDIRITTURA  DI UN PARCO A SALVAGUARDIA , DIVENTA COME PER MAGIA  INVECE L’AREA EUROPEA A PIU’ ALTA CONCENTRAZIONE DI TUMORI NELLA POPOLAZIONE , TIPICI DELLE AREE ALTAMENTE CONTAMINATE . ADDIRITTURA DA RISCONTRI OGGETTIVI COADIUVATI DA STUDI AD ATTENDIBILITA’ CERTA, EFFETTUATI DAI MIGLIORI CENTRI MONDIALI E NAZIONALI , VIENE ACCERTATO CHE L’INCISIVITA’ PATOLOGICA IN ZONA  E’ ADDIRITTURA DUE VOTE E MEZZA SUPERIORE A QUANTO RISCONTRATO IN AREE ALTAMENTE PIU’ ESPOSTE QUALI L’AREA INDUSTRIALE DI TARANTO, PIOMBINO ,GELA E ADDIRITTURA MILANO ,IL TUTTO RAPPORTATO IN PERCENTUALE ALLA DENSITA’ DEGLI  ABITANTI.

IL TUTTO SI RIVELA A DIRE POCO “SCONVOLGENTE” , UN PARCO NAZIONALE DIVENTATO NIENTE ALTRO CHE UNA DISCARICA A CELO APERTO PER OGNI SORTA DI VELENO O DI SCHIFEZZA ESSI E MI RIFERISCO ALLE COMPAGNIE PETROLIFERE ATTESTATARIE DI DIRITTO SUI TERRITORI TESTE’ MENZIONATI ,ESTRAGGONO.IMMETTONO,O NASCONDONO , GODENDO FIN’ORA DELLE PIU’ ALTE PROTEZIONI A CARATTERE POLITICO AMMINISTRATIVO ED IMPRENDITORIALE ;

TANTO DA ATTRARRE L’ATTENZIONE DELLA POCURA DISTRETTUALE ANTIMAFIA :in modo da
Verificare «gli effetti dannosi per l’ambiente e/o per la salute umana eventualmente causati dalle emissioni inquinanti prodotte dal Centro oli della Val D’Agri».

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E’ l’oggetto dell’incarico conferito ieri in serata a Potenza al nuovo super- perito della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo.

In mattinata a 37 persone sono stati notificati gli avvisi di garanzia con l’invito a nominare un difensore e un consulente tecnico di parte. Una procedura obbligata perché sempre in mattinata i carabinieri guidati dal pm Laura Triassi sono tornati anche a Viggiano per effettuare un’ispezione e campionature «irripetibili».

Tra i nomi non compaiono tutti quelli che già nei mesi scorsi erano stati coinvolti nell’indagine sulla gestione dei rifiuti petroliferi del cane a sei zampe.

C’è l’ex responsabile del distretto meridionale dell’Eni Ruggero Gheller assieme a una nutrita schiera di dipendenti della compagnia di San Donato. Ma non mancano alcuni dei dirigenti di Tecnoparco, dove a lungo sono stati smaltiti i fanghi prodotti dalle prime lavorazioni del greggio. Poi compaiono gestori e amministratori di impianti di trattamento di rifiuti liquidi in Calabria, Puglia e Marche e di una società di servizi per l’ambiente ligure. Quindi i “vettori” che, dopo lo stop ai rifiuti in arrivo da Viggiano da parte di Tecnoparco, hanno trasportato i fanghi per tutta Italia con le autocisterne. Infine i funzionari competenti in materia di rifiuti di Regione, Arpab e Provincia di Potenza.

Per la questione emissioni gli inquirenti puntano il dito contro l’Ecb, che è la ditta di Potenza che certificava i dati raccolti dalle centraline piazzate attorno al Centro oli. Ma un avviso di garanzia è stato notificato anche agli ultimi due direttori generali dell’Arpab, che solo di recente ha avviato un suo sistema di monitoraggio dell’aria.

Tra gli indagati compare anche il nome del materano Franco Dell’Acqua, ex consigliere comunale e candidato sindaco dei Ds, che oggi si presenta come dirigente risorse umane di Sudelettra: la ditta che gestisce la manutenzione degli impianti di Viggiano considerati i responsabili di fiammate anomale e picchi di emissioni venefiche.

L’inchiesta sul Centro oli Val d’Agri era venuta alla luce a febbraio dell’anno scorso con un primo “blitz” dell’Antimafia. Da allora l’ipotesi di reato indicata resta quella del «traffico di rifiuti» ma i filoni d’indagine si sono moltiplicati.

Sul tavolo degli inquirenti c’è il tema della corretta qualificazione dei reflui, che sono il prodotto della componente acquosa separata dal greggio destinato alla raffineria, più tutte le sostanze utilizzate per estrarlo e prepararlo all’immissione nell’oleodotto in direzione Taranto.

Dalla qualificazione del rifiuto prodotto dipende anche il tipo di trattamento da adottare per smaltirlo correttamente. E il sospetto degli investigatori del Noe dei carabinieri è che per anni non sia stato fatto nella maniera giusta, trascurando la presenza di elementi tossici ed esponendo al rischio di contaminazione non solo i lavoratori dell’impianto di smaltimento, ma anche l’ambiente dove al termine del trattamento vengono sversate le acque “ripulite”.

Tra i quesiti sottoposti al superconsulente si parlava anche delle autorizzazioni concesse all’impianto della compagnia di San Donato dalla Regione Basilicata. Un doppio via libera, per essere precisi, dato che nel giro di 3 mesi la Regione ha concesso prima l’autorizzazione integrata ambientale al Centro oli, e poi l’ok al suo ampliamento con la realizzazione di una quinta linea capace di aumentare la produzione di greggio in maniera più che notevole.

Oltre a quello sulla gestione dei reflui di produzione i pm diretti dal procuratore Gay avevano aperto subito anche altri 2 filoni d’indagine sulle emissioni prodotte dal Centro oli e sui loro effetti sulla salute dei lavoratori di Eni e indotto petrolifero. Per questo i carabinieri del Noe avevano già acquisito tutti i dati a disposizione delle centraline dell’Eni che monitorizzano in continuo quanto viene emesso in atmosfera: sia il dato “grezzo”, sia quello certificato dalla Ecb di Potenza, che in caso di superamento delle soglie autorizzate andrebbe auto-denunciato da Eni. Cosa che si sospetta non sia sempre avvenuta.

Da ultimo gli inquirenti si erano posti il problema degli effetti delle emissioni del Centro oli, quindi avevano acquisito gli elenchi dei lavoratori che gli gravitano attorno. In tutto si parla di oltre 5mila nominativi di persone potenzialmente “esposte” agli inquinanti immessi in atmosfera.

Il Quotidiano ieri sera ha contattato uno dei destinatari dell’avviso di garanzia, l’ex direttore dell’Arpab Raffaele Vita che si è detto «fiducioso nell’operato della magistrata». Senza aggiungere altro.

Mercoledì 02 Dicembre 2015 09:58